Hollywood a Verona nei manifesti «pop» di Andrea Gnesato

Hollywood a Verona nei manifesti «pop» di Andrea Gnesato

Ambienta le scene più conosciute di tanti film in angoli caratteristici non solo della città ma anche della provincia

Mentre la cometa d’acciaio in Bra veniva sostituita con un’installazione di luci, Andrea Gnesato, giovane artista veronese, classe 1981, ha ideato tra le sue opere una rivisitazione di quella «stella mancata», che tante polemiche ha creato. «Non potevo esimermi dal farlo», ammette. Con un’eccezione però, quella di interpretarne il fascio di luce come uno scontro tra jedi, in quanto il suo lavoro nasca proprio da quegli angoli di Verona che possono sfuggire agli occhi dei più, ma che per affinità o contrasto si prestano a sfondo delle scene memorabili dell’immaginario filmico.

La visione al bar di Mia e Vincent

Caratteristica principale delle sue stampe fine art è l’unione di mondi diametralmente opposti, tra finzione e realtà – come potrebbe essere una tipica mattina in un bar di Quinzano in cui, ad un certo punto, due dei protagonisti di Pulp Fiction inscenano la famosa gara di ballo. Ed è stato così che trasportato dalle note di una musica di sottofondo, in un periodo da neogenitore in cui dormiva pochissimo, ebbe davanti agli occhi la visione del twist: «Era effettivamente un periodo in cui ero uno zombie, deambulavo», ride. Indagando su cosa possa averlo ispirato, Gnesato parla della sua affinità col mondo trasognato del surrealismo: era ancora alle elementari quando scelse per la sua cameretta due poster di Magritte.

Andrea Gnesato nel suo studio a Quinzano, Verona
Andrea Gnesato nel suo studio a Quinzano, Verona

Un arte volutamente pop che rappresenti i luoghi di tutti

Un’idea nata per gioco, priva di un fine commerciale, ma: «per fare qualcosa che al limite avrei semplicemente usato per casa mia o per lo studio». Un piacere che involontariamente ha generato anche una nuova forma di comunicazione culturale. Infatti, molti veronesi hanno conosciuto e visitato questi scorci nascosti grazie ai suoi disegni, per esempio, l’alta scalinata in Via San Nazaro, usata da Gnesato come sfondo per l’ormai celebre scena del film Joker.«Questo è un progetto assolutamente e volutamente Pop, nel senso più ampio del termine. Quindi sia dal punto di vista economico sia popolare proprio nell’idea di avere delle rappresentazioni che fanno scattare un po’ di campanilismo.»

Così, Andrea spiega come il fattore affettivo sia fondamentale anche per imparare a cogliere il senso dell’immagine, e qui cita la sua opera di San Michele Extra: Dave alla Torre Telecom in cui il riferimento a 2001: Odissea nello Spazio ne oscura l’aspetto estetico della struttura per rendere protagonista il ricordo del suo ritorno in treno da Padova ai tempi dell’università. Si dice soddisfatto dalla curiosità suscitata in serata inaugurale all’Amo Bistrot, in mostra fino a febbraio 2024. Ma, forse è un altro l’episodio che l’ha riempito ancora più di orgoglio – sorride – e racconta di come nei bagni del locale Romeo sia stata rubata in maniera “lupinesca” una sua stampa per poi riporre la cornice vuota.

Progetti in corso

Con uno sguardo al futuro, Andrea anticipa un progetto che si slega completamente dal cinema: reinterpretare le risposte date dall’AI. Un consiglio agli artisti di domani? «Ritagliarsi del tempo se possibile, per esplorare qualcosa senza il timore di sbagliare», dice. «Spesso siamo limitati dall’idea che serva fare un corso, il quale probabilmente aiuta, ma quello che mi sento di dire è di non fermarsi davanti allo scoglio del primo risultato, perché tutto ciò che sta nel mezzo, tra la perfezione e la schifezza, è un passetto avanti verso l’obiettivo: creare qualcosa di proprio.»

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Torricelle, Mia e Sebastian a Castel San Pietro – Andrea Gnesato
Torricelle, Jordan al Minigolf
Torricelle, Jordan al Minigolf – Andrea Gnesato