Monica Piona, l’arte come riflesso di vita e ricerca stilistica
Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, lo stesso vale per i quadri di Monica Piona, in cui l’esperienza soggettiva diventa il riflesso di un sentimento condiviso e il ritratto della realtà odierna. «Da bambina prendevo spunto dalla TV. All’epoca andavano di moda i film western sugli indiani, da lì cominciai a disegnare queste donne dalle lunghe trecce». Una visione al femminile che ha guidato l’artista anche dopo il liceo artistico, iscrivendosi alla scuola di moda e stile. «Oltre allo studio, lavoravo presso delle aziende locali, un percorso che mi ha accompagnato per diversi anni; dal 2000, ho avuto il privilegio di collaborare con ditte in Europa e in Cina. Tuttavia, è stato lasciare questo mondo che mi ha avvicinato all’arte, quando ho cominciato a lavorare nella cantina di famiglia».
Dalla moda all’arte: un percorso in evoluzione
Divisa tra diverse mansioni e il tempo ritagliato per seguire i corsi liberi dell’Accademia Cignaroli, Monica approfondisce le proprie conoscenze con artisti affermati. «Ho cominciato così a creare gli eventi artistici “Arte in Cantina”». Di recente, colta dal desiderio di mettersi in gioco, Monica prende la decisione ragionata di staccarsi dall’azienda, e la fiera-mercato di Art Padova22 rientra tra gli eventi decisivi per la sua carriera d’Artista. «Qui anche gli emergenti possono esporre, ma nel bel mezzo di alcune mostre, a luglio cado in casa e mi rompo spalla e braccio destro. ArtPadova era già prefissata per novembre. Avevo in programma di portare dei ritratti e non volevo rinunciarci, per cui, dopo un recupero parziale, con la mano sinistra tengo la mano destra e comincio a disegnare senza sosta. Alla fine vengo premiata proprio per un ritratto. Un premio simbolico, che mi ha permesso di far parte di un network e di essere inserita come artista nell’Annuario 2024 delle 100 figure di spicco di Verona».
La serie “Interni” e il valore evocativo degli spazi
L’arte di Monica spazia tra diverse tematiche come la serie Interni, ovvero: «Un nuovo filone sulle Ville Venete, dove le luci attraverso le finestre vanno a sottolineare il pulviscolo di questi ambienti pieni di mobilio, ma privi di persone, in modo che lo spettatore si senta catturato rifacendosi al proprio vissuto». La luce rimbalzando sugli oggetti sottolinea quel disordine che è metafora di un caos interiore.
“Differenza Generazionale”: il dialogo tra passato e presente
Altro tema trattato è Differenza Generazionale: «Come tanti altri, mi sono approcciata strada facendo all’informatica e leggendo degli illustratori americani, sono rimasta catturata dalla figura di Norman Rockwell che, negli anni ‘40, creava tavole per esporre un prodotto inserendolo nel quotidiano delle persone, lasciandoci l’immagine di quel periodo storico». Monica in questa serie cerca di creare un dialogo con gli usi del passato, facendo emergere differenze sottili ma ben consolidate, interpretando alcune figure disegnate da Rockwell e altre tratte dal suo presente.
Da questa ricerca nasce la serie Incontri, in cui Monica racconta il suo vissuto ritraendo persone reali colte in atteggiamenti quotidiani, sottolineando l’abbigliamento casual e la continua gestualità col cellulare. «Vorrei che l’arte mantenesse per me tutta questa vivacità, sto anche pensando di tenere dei corsi per insegnare la mia ricerca stilistica. Consiglio di studiare, di non pensare di avere solo vittorie nella vita, perché da tanti sbagli nasce un’intuizione».
